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Come Bali Sta Combattendo L’emergenza Plastica

Come Bali sta combattendo l’emergenza plastica

Come molti sanno, l’Indonesia sta affrontando un grave problema di inquinamento da plastica. È stato stimato che l’arcipelago indonesiano sia il secondo paese al mondo per la mole annua di rifiuti plastici riversati nell’oceano, dopo la Cina.

Bali, questa piccola isola famosa in tutto il mondo come l’isola degli dei, è fra i luoghi più colpiti dall’inquinamento.

Le cause del problema sono molteplici e complesse, ma se vogliamo sintetizzare si potrebbero dividere in tre cause principali:

  • L’inadeguatezza delle infrastrutture e dei sistemi di riciclaggio e smaltimento dei rifiuti
  • L’impennata nella crescita della popolazione e del turismo che ha portato ad una produzione intensiva di rifiuti
  • La scarsa consapevolezza dei locali rispetto al problema.

Infatti, tutt’ora la metà della popolazione indonesiana non ha accesso ad un sistema di smaltimento rifiuti efficiente. Non avendo alternativa, il metodo che utilizzano per disfarsi dei rifiuti è bruciarli o gettarli nei fiumi, facendoli finire direttamente in mare.

Il governo balinese ha recentemente adottato alcune misure contro l’uso eccessivo di plastica. Cannucce, buste di plastica ed altri oggetti monouso sono stati vietati per legge ed è stato proposto l’inserimento di una tassa turistica di 10 dollari da devolvere allo smaltimento dei rifiuti.

Ma come stanno reagendo gli abitanti di Bali a questa emergenza?

In tutta l’isola sono nate diverse iniziative per combattere l’uso di plastica monouso ed incentivarne il riciclo. Eccone alcune:

4OCEAN BALI

4Ocean è un associazione che si occupa della salvaguardia degli oceani. Opera a Bali, Haiti e in Florida.

A Bali organizza quotidianamente beach clean ups per ripulire le coste prima che la plastica vada a finire nell’oceano. Per supportare questa iniziativa basta andare sul loro sito ed acquistare un braccialetto fatto con vetro e plastica raccolti dalle spiagge. Un braccialetto equivale ad 1 pound (circa 450 grammi) di plastica tolta dall’oceano.

braccialetti 4ocean

BYE BYE PLASTIC BAGS

È una fantastica iniziativa nata dall’idea di due giovanissime sorelle balinesi: Melati e Isabel. Queste due ragazze di 10 e 12 anni hanno dato vita ad un vero e proprio movimento globale contro l’uso di sacchetti di plastica. Grazie alla loro determinazione, sono riuscite a raccogliere più di 65.000 firme a sostegno della loro causa e a far firmare al governatore dell’isola un accordo di impegno a trovare una soluzione al problema.

Il loro obbiettivo principale è quello di far crescere la consapevolezza dei giovani riguardo questo problema così importante per la comunità indonesiana.

Per questo, hanno avviato vari progetti fra cui la creazione di due libretti educativi sul riciclo della plastica e l’iniziativa “one Island one Voice” che mette insieme varie realtà dell’isola come Hotel, ONG, negozi e ristoranti, determinate a dare il proprio contributo per risolvere il problema della plastica.

Melati e Isabel sono davvero l’esempio che non importa che tu sia un capo di stato o una ragazzina che va ancora a scuola, per fare la differenza basta volerlo.

OCEAN MIMIC

È una compagnia che crea costumi da bagno per surfisti e subacquei interamente fatti di plastica riciclata e reti da pesca.

costumi fatti con reti da pesca riciclate

L’idea è nata da due sub innamorate dell’oceano: Emma e Chelsea. Le due ragazze sono di origine inglese ma ora vivono a Bali e ogni settimana organizzano delle campagne di pulizia della spiaggia. Per sostenersi nella loro impresa, hanno deciso di lanciare questa linea di swimwear prodotta esclusivamente con fibre riciclate. Ogni 10 Dollari spesi acquistando i loro costumi, 1 kilo di plastica verrà raccolta dalle spiagge Balinesi.

REVOLV.

Revolv. propone un nuovo modo di utilizzare i contenitori take away.

contenitore take away riutilizzabile revolv

Invece che gettati una volta consumato il cibo, i contenitori Revolv. vengono riportati ad uno dei ristoranti/bar affiliati, lavati e riutilizzati. Il consumatore guadagna risparmiando un 10% sul suo prossimo acquisto e contribuisce alla tutela dell’ambiente. Al momento questa iniziativa è attiva a Bali, Singapore e Hong Kong, ma speriamo diventi presto globale.

 

Ognuna di queste iniziative sta aiutando Bali a guarire dall’inquinamento, le persone che stanno alla base di queste idee sono di ispirazione per tutti noi. Per quanto grande sia il problema, c’è sempre qualcosa da fare per risolverlo.

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Questo articolo ha 4 commenti
  1. Proprio stamattina ho litigato con un gruppo di ragazzetti che in spiaggia hanno lasciato un cumulo di mozziconi, lattine e cartacce dei panini. Ma dico io una coscienza civica non esiste più nelle famiglie? Come pensiamo di salvaguardare il mondo se non iniziamo proprio dalle basi. Questi tizi saranno i turisti inquinanti del domani.

    1. Brava hai fatto bene a dirglielo! Secondo me oltre che dalle famiglie, l’educazione civica dovrebbe partire dalla scuola, e in Italia siamo ancora messi male su questo fronte purtroppo :/

  2. Presto saremo in viaggio a Bali e ti devo confessare che il problema della plastica mi preoccupava: sono felice di conoscere queste iniziative e farò di tutto per sostenerle, sia quando sarò laggiù sia da casa. Grazie per il bell’articolo.

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