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Coronavirus E Ambiente: Cosa Cambierà Dopo L’epidemia?

Coronavirus e ambiente: cosa cambierà dopo l’epidemia?

Chiusi in casa 24/24, guardando la primavera che sboccia dalla finestra, pensiamo che la natura ci manca non è vero? Ci manca rotolarci in un prato, fare una lunga camminata, vedere il mare, le montagne. La natura ci manca a causa di questo Virus che ci forza a rimanere in casa, ma non ci mancherebbe anche di più se fossimo stati noi a distruggerla, rovinarla per sempre?

Sono decenni ormai che si parla di riscaldamento globale e delle sue conseguenze, ma nonostante l’allarmismo degli scienziati, molti di noi ancora pensano che questo non sia un problema nostro. Che, ammesso che quei dati siano reali, sarà un problema del futuro, qualcosa di troppo lontano nel tempo per preoccuparcene oggi.

Non è solo colpa nostra, dato che i governanti a capo delle maggiori potenze mondiali non esitano a smentire la veridicità del cambiamento climatico e addirittura vanificano gli sforzi fatti finora ritirandosi dall’accordo di Parigi.

Il Virus invece ci sta insegnando che, per quanto le conseguenze delle nostre azioni ci sembrino lontane, nella realtà basta un attimo perché il mondo cambi inesorabilmente. Basta un attimo per ritrovarci in uno scenario completamente diverso da quello in cui siamo abituati a vivere,  senza scelta e senza controllo su ciò che accade.

E allora, adesso che abbiamo ancora una scelta, perché ci stiamo mettendo così tanto a decidere?

Quello che succederà nel futuro ormai è chiaro: se non fermeremo le nostre emissioni, se non smetteremo di inquinare gli oceani e di tagliare alberi, presto la Terra diventerà un posto non più così adatto alla vita, a quella degli Uomini almeno.

coronavirus e ambiente: emissioni inquinanti

Quest’anno lo abbiamo visto con gli incendi in Australia e in Amazzonia, la Terra soffre. Il nostro stile di vita è davvero così importante da farci sacrificare il nostro bene più prezioso?

E poi, di che stile di vita stiamo parlando? Di persone talmente abituate a usare l’auto anche per fare due metri che poi devono fare l’abbonamento in palestra perché la troppa sedentarietà gli distrugge la schiena. Di chi è talmente abituato a stare con gli occhi attaccati al cellulare che non si accorge nemmeno della natura che fiorisce attorno a sé. Di supermercati e ristoranti che buttano un’enorme quantità di cibo solo perché “non bella” mentre ci sono persone che muoiono di fame ai lati delle strade. Di un mondo talmente inquinato che non si sa più se fidarsi a bere l’acqua dal rubinetto o a mangiare ciò che nasce dalla terra.

È questa la normalità a cui vogliamo tornare? A me un mondo così non piace. Non voglio esserne parte, cerco costantemente di cambiarlo e quando non ci riesco me ne allontano. Ma ormai non sono rimasti più tanti posti in cui nascondersi. Questo modo di vivere inquinato sta raggiungendo anche i luoghi più remoti del nostro pianeta.

In questi giorni di isolamento, fuori dalla finestra abbiamo visto un mondo diverso: senza il continuo intervento umano la natura ha avuto modo di respirare. L’aria delle città è diventata più pulita, gli animali si sono potuti muovere liberamente e anche città torturate dal turismo come Venezia hanno ritrovato la propria bellezza originaria.

Forse questo Virus può davvero insegnarci qualcosa, se impariamo ad ascoltare.

Quando questa emergenza finirà, non torniamo a com’era prima, fermiamoci un momento a pensare e immaginiamo il mondo che vorremmo. Ripartiamo da lì.  Cambiamo le cose, insieme.

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