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Get Out Of My Land – La Mia Esperienza Con Gli Aborigeni Australiani

Get out of my Land – la mia esperienza con gli aborigeni australiani

Aborigeni australiani: cosa sappiamo di loro? Che hanno inventato il boomerang, che si dipingono il viso di bianco e che abitavano l’Australia prima dei coloni inglesi. E poi che è successo? In parte lo sappiamo e in parte lo possiamo immaginare, ma spesso purtroppo neanche ce lo chiediamo.

Il primo incontro con gli aborigeni

La prima volta che mi sono trovata faccia a faccia con un aborigeno australiano è stato in un pomeriggio d’estate, durante una gita al mare poco lontano da Sydney.

Non è stato un incontro piacevole.

Io e Will, il mio ragazzo, stavamo gironzolando vicino alla spiaggia e, visto il caldo di quel giorno, ci siamo distesi all’ombra di una grande palma, al centro di un pezzo di terra non recintato che aveva tutta l’aria di essere un parco pubblico.

Dopo poco abbiamo sentito il rombo di un’auto che avanzava nella nostra direzione. I cinque uomini a bordo hanno iniziato ad urlare e a spaventarci passandoci sempre più vicino. Gridavano: “Get out of my land!”

Noi siamo scappati il più veloce possibile scusandoci e dicendo che non sapevamo quella terra fosse loro, mentre gli uomini continuavano ad urlare e rincorrerci.

Non proprio un bel incontro insomma, anzi, se ci penso ancora mi viene la pelle d’oca. Però, è stato quello il momento in cui ho iniziato a farmi delle domande sugli aborigeni.

Da dove arrivava tutta quella rabbia?

Cos’è successo durante la colonizzazione

Come dicevo, a volte le domande neanche ce le facciamo. E io ero così infatti: immaginavo che la storia degli aborigeni australiani fosse simile a quella di altri popoli colonizzati come i nativi americani, ma non mi ero ancora resa conto di cosa questo volesse dire.

Vuol dire genocidio.

Prima dell’arrivo degli inglesi nel 1770, in Australia abitavano più di 250 gruppi di aborigeni, ognuno parlante una lingua diversa.

Gli aborigeni sono uno dei popoli viventi più antichi al mondo, con una grande spiritualità e senso di appartenenza alla Terra.

Curiosità: è bellissimo il mito aborigeno della creazione del mondo: il Dreamtime. Per gli aborigeni la creazione non è qualcosa avvenuta nel passato, ma continua incessantemente nel “Tempo del Sogno” ad opera di spiriti creatori (solitamente con la forma di grandi animali) che vivono al di sopra o all’interno della Terra.

The land is my mother. Like a human mother, the land gives us protection, enjoyment and provides our needs […] When the land is taken from us or destroyed, we feel hurt because we belong to the land and we are part of it.” – Djinyini Gondarra

Dopo il 1788 gli inglesi iniziarono lo sterminio dei popoli locali uccidendoli nei modi peggiori, avvelenando l’acqua delle fonti, schiavizzandoli e rinchiudendo i pochi rimasti nelle riserve. Dopo soli 100 anni il popolo aborigeno passò da più di un milione di individui a circa 60.000.

Ma la pagina di storia più atroce è quella accaduta nel 1900, quando i coloni iniziarono a strappare bambini aborigeni dalle loro famiglie per “educarli ad una vita più civile”. Si tratta della Stolen Generation: bambini rapiti e rinchiusi in orfanotrofi dove venivano affamati maltrattati e sfruttati. Un incubo che derubò il popolo aborigeno della sua risorsa più preziosa: la possibilità di tramandare la propria cultura e memoria.

Per non dimenticare: la testimonianza di una bambina rapita

Come vivono gli aborigeni oggi

Questo genocidio ha lasciato tracce e ferite profonde nel cuore della popolazione aborigena australiana. Oggi la maggior parte di loro vive al di fuori della società, confinati in comunità remote.

Non possono continuare a vivere come i loro avi e non riescono ad integrarsi nella società, ancora troppo satura di pregiudizi e discriminazione. Questo li porta ad una situazione di disagio che spesso li guida all’abuso di sostanze, criminalità e infine al suicidio.

Il governo australiano ha fatto alcuni passi verso il riappacificamento:

Nel 1992 viene estinto il principio di “terra nullius” secondo il quale gli inglesi si erano appropriati del territorio aborigeno perché considerato “terra di nessuno”.

Nel 2008 ci sono state le scuse ufficiali per la Stolen Generation e riconosciuto il diritto di proprietà su alcune delle terre sottratte.

Nonostante questo la situazione è ancora di profonda disparità.

 

Gli aborigeni e il turismo

Ci sono però anche esempi positivi.

Il progetto Indigenous Rangers nato nel 2007 unisce la profonda conoscenza del territorio degli aborigeni alla tutela dell’ambiente, creando opportunità di formazione e occupazione per i giovani aborigeni.

I ranger salvaguardano piante e animali autoctoni, controllano gli animali selvatici, riducono gli incendi e mantengono i siti turistici e culturali.

Il turismo culturale aborigeno può costituire un’ottima fonte di guadagno per le comunità autoctone e allo stesso tempo dare la possibilità agli aborigeni di trasmettere la loro cultura e tradizioni.

È un bene quindi che noi viaggiatori supportiamo l’economia aborigena, anche se occorre stare attenti ad individuare le realtà turistiche veramente etiche e rispettose del loro popolo. In generale è importante affidarsi ad associazioni che siano completamente o almeno in parte gestite da aborigeni, che promuovano tour nel rispetto dell’ambiente e dei luoghi sacri per gli aborigeni (ad esempio Uluru).

Inoltre, quando si comprano souvenirs, bisogna fare attenzione alla loro autenticità (se sono originali aborigeni avranno la firma dell’artista) così che i guadagni derivati dalla vendita vadano alle persone giuste.

 

Spero sia chiaro che lo scopo del mio articolo non è mettere in cattiva luce il popolo aborigeno australiano, ma al contrario, diffondere la loro storia e far si che più persone sappiano quello che hanno dovuto subire i nativi australiani, come anche quelli americani e africani.

La storia è piena di guerre e massacri, sta a noi far si che non accadano di nuovo.

Se vuoi approfondire l’argomento ecco alcuni film:

Utopia – 2013 docufilm di John Pilger

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Samson e Delilah – 2009 film di Warwick Thornton

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Our generation – 2010 documentario di Sinem Saban e Damien Curtis

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